Ott 30

http://www.infoprodotti.info/info1.jpg.jpgStamane mi voglio occupare del mercato degli infoprodotti. Un mercato che negli Stati Uniti porta fatturati veramente eccezionali. Si pensi che un tizio, non facciamo nomi, in un solo giorno ha incassato 1.000.000 di $!

Ma il mercato Italiano come si muove in tal senso?

Si sono venuti a creare negli ultimi anni gruppi di marketers che hanno intrapreso questa strada. Alcuni stanno a tutt’oggi ottenendo ottimi risultati mentre altri dopo un avvio interessante stanno lentamente scomparendo dal web.

Ma vediamo perchè alcuni ce la fanno e altri no.

Intanto mandate a quel paese chi vi dice che chiunque può scrivere un e-book. Non è per cattiveria, ma queste persone ci credono veramente. Scrivere un “buon” e-book è tutt’altro che semplice.

Chi vi dice che basta parlare di cosa vi piace forse è meglio che si vada a fare un pennichella. Infatti il nostro mercato è molto diverso dal mercato Americano per evidenti motivi. Un’ e-book sulla cucina, a meno che non contenga la ricetta per trasformare il piombo in oro non venderà di certo come un e-book che spiega le tattiche per guadagnare online.

http://www.guadagnare-infoprodotti.com/CERTIFICATE%2010.jpgEcco che quindi si vedono affiliazioni che propongono e-book sul conquistare le donne…. Non che non sia giusto provarci, ma non so quanto mercato possa avere a livello italiano. Naturalmente il potere di molti info-marketer è l’affiliazione che propongono a chi acquista il prodotto.

Praticamente ti pagano un quid a vendita effettuata. Facendo questo la parte relativa alla promozione viene fatta da persone che magari sono alle prime esperienze con il web e che non sanno come muoversi online. Naturalmente per l’affiliatore non è un problema perchè le vendite continuano ad affluire anche se su 100 utenti affiliati arrivano un paio di transazioni.

Una parola va spesa poi sulla qualità di alcuni infoprodotti. Traggo ad esempio “La Bibbia Di Adsense” di http://adsensevincente.com/blog/wp-content/themes/PRiNZ_BranfordMagazine_latest/branfordmagazine/images/Advert.gifSilvio Carracini. Se mi chiedessero che ne penso, non esiterei un secondo a dire che l’ho trovato un ottimo strumento. Completa, dettagliata, piena di idee interessanti e con spunti veramente interessanti. Dico questo non perchè anche io rivendo il loro prodotto, perchè alla fine che non controllo il pannello vendite sono ormai 3/4 mesi. Lo dico perchè è un e-book che vale il suo costo. 118 € Spesi bene.

Poi trovi quegli e-book pieni di aria fritta. Magari te li vendono a 7 euro vantandosi del fatto che distribuiscono saggezza e conoscenza abbordabile per tutti. Ne compri uno e vedi che ti fa una 30ina di pagine di supercazzola. Vi faccio un esempio. Ho comprato un e-book che mi doveva spiegare l’importanza, l’uso e le strategie dei pulsanti skype…….più di metà dell’e-book parlava di come registrarsi a skype!!! Ma se compro un e-book con l’importanza dei pulsanti di skype si presume che io abbia skype! Nella restante metà dell’e-book ti spiegano come creare ed inserire il pulsante…..e le strategie? Naturalmente se chiedi qualcosa ti dicono: “per sette euro che volevi?” ……non commento oltre.

http://www.dylanblog.com/public/imArt/skype%20logo.jpgQuindi, prima di comprare un e-book sappi che ci sono una marea di fregature in rete. Ma ci sono anche ottimi prodotti. Come sceglierli? Non c’è una linea guida definitiva o sempre esatta ma naturalmente una ricerca su Google riguardo all’autore prima di acquistare non fa mai male. Cerca poi chi ti da il servizio soddisfatti o rimborsati. Perlomeno se leggendo l’e-book ti accorgi che è una minkiata puoi recuperare i tuoi soldi.

Salutoni bella gente


Ott 27

Oggi si parla di Crisi. Ormai all’ordine del giorno l’argomento della crisi economica italiana raccoglie vasti ambiti. Da quello familiare a quello lavorativo.

Ma pensaci bene……quando mai hai sentito dire che in Italia non eravamo in crisi economica?

Per l’amore del cielo, io ho 26 anni quindi forse non sono il maggiore degli esperti in merito. Ma da quando sono nato sento dire che siamo in crisi economica. Purtroppo adesso si è aggravata in concomitanza con la crisi globale che sta attraversando tutto il mondo.

Ma siamo sicuri che sia in crisi economica tutto il mondo? I giornali e le televisioni ci fanno credere questo ma non è vero.

http://pdemocratico.files.wordpress.com/2008/07/crisi-econ-casa-bianca.jpg

Quelli ad essere in crisi sono i cosidetti “paesi sviluppati”. Stati Uniti ed Europa in primis. Ma se volgiamo lo sguardo verso est le cose non stanno proprio andando cosi. In Cina si ha un boom economico che non si vedeva da secoli. L’India sta esplodendo nel settore dei beni di consumo e dell’informatica come i paesi del medio oriente non conoscono crisi grazie ai loro immensi giacimenti di petrolio. Il Giappone stesso non è in crisi nonostante la borsa locale faccia balzi da otaku.

E l’Australia? Sembra il paese che non cè popolato dagli umpa-lumpa. Nessuno ne parla ma sta viaggiando a livelli di sviluppo incredibili.

Quindi forse il problema non è “Globale” ma ristretto a quei paesi che non hanno fatto dello sviluppo compatibile una regola. Europa in primis e Stati Uniti a ruota hanno basato le loro economie sul cosidetto “terzo mondo” che adesso proprio grazie a ciò che gli è stato insegnato dal “primo mondo” sta predominando all’interno dell’economia Globale.

Faccio un esempio stupido ma esaustivo.

Molti negozianti si lamentano che la Cina sta invadendo il mercato con prodotti a basso costo

http://cmac.smugmug.com/photos/96501995-L.jpg

ma di scarsa qualità che bloccano l’economia locale.

Qui in Viareggio abbiamo un negozio che si chiama JiaJiaMai gestito da Cinesi…..possibile che gli stessi prodotti da loro li pago molto meno rispetto alla distribuzione italiana?? Non parlo di sottomarche o prodotti meno conosciuti ma gli stessi identici prodotti!

Inoltre perchè non importare noi stessi i prodotti dalla Cina? Non veniamo fuori con discorsi del tipo: ” e come se fa?” Perchè esistono siti web appositi dove poter ordinare e importare prodotti direttamente dal Sol Levante.

http://www.makingbreadmagazine.com/images/work-at-home-mom.jpgMa è normale pagare un paio di jeans 150 euro?????!!!! Saranno pure made in Italy ma mika so di platino!

Comunque torniamo in argomento. Come da titolo “La crisi Italiana si ripercuote nel Lavoro da Casa?”

La mia risposta è si. Ma, a costo di essere impopolare, dico in positivo. Si perchè io e il mio Amico (con la A maiuscola) Alessandro abbiamo lanciato da poco un’attività di lavoro da casa qui in italia e stiamo riscontrando un successo eccezionale. Trovi i banners sulla destra (GlobalNPN).

C’è chi associa la crisi della sua attività da casa con la crisi italiana magari dovrebbe controllare altri fattori.

Facciamo un esempio:

Se la tua attività da casa si basa sulla vendita di beni di consumo fai un ragionamento fondamentale. I miei prodotti sono davvero convenienti? Sono vendibili online? Se i tuoi prodotti hanno cloni offline a basso costo o se sono prodotti come profumi che vanno provati prima di comprarli, forse il problema sta li e non nella crisi italiana.

Se la tua attività ha un costo di avvio troppo alto rispetto alla complessità della stessa…..forse è quello il problema.

Quindi prima di parlare di crisi, migliora il prodotto o il servizio che proponi in modo da renderti concorrenziale con il mercato online. Fai promozioni e/o dai molta importanza al supporto della downline. La formazione è un valore aggiunto da non trascurare.

Concludendo, per me la crisi a livello di guadagno online non sembra poi cosi preoccupante. Se si ha per le mani un buon prodotto si può lavorare con tutta tranquillità.

Salutoni bella gente.


Ott 24

Oggi parliamo di Google Adwords il più noto sistema par pubblicizzarsi a pagamento online. Andremo ad analizzare due scuole di pensiero.

La scuola dei “Tanti Click” e la scuola del “Campagna Super-Targhettizzata”.http://42topics.com/blog/wp-content/uploads/2008/05/photo-adwords.jpg

La prima scuola di pensiero su basa sul concetto che: “più click ricevi, più successo avrai”. Molte volte chi segue questa scuola di pensiero basa le sue campagne sull’investire perlomeno 100 € al mese. Infatti io stesso mi sono sentito dire: “Se non metti almeno 100 € al mese, non avrai nessun risultato”. Le prime campagne che ho fatto online con Adword si basavano proprio su questo principio. Vedevo molti click sui miei annunci e credevo di essere diventato un esperto Adwords. Con il tempo però ho cominciato a farmi qualche domanda.

Ma tutti quei click mi portavano veramente qualcosa? Tutti i soldi investiti rientravano veramente sotto forma di acquisti o provvigioni? Nonostante Google offra un ottimo servizio di Monitoraggio delle Conversioni, chi segue le affiliazioni online sa però che è difficile monitorarne il ROI perchè non possiamo di certo andare ad inserire il codice Google nella pagina di avvenuto pagamento del sito affiliante.

Fermiamoci un attimo e facciamo chiarezza su due termini che troviamo sopra semplificandoli al massimo.

Monitoraggio delle Conversioni: è un servizio offerto da Google che permette di capire se un click porta effettivamente ad una vendita/iscrizione. Tramite questo possiamo capire e calcolare il ROI.

http://www.retailmarketingblog.com/wp-content/uploads/2006/11/roi1.jpgROI: significa Return on Investment quindi Ritorno sull’Investimento. Praticamente è quanto vendiamo in base ai click ricevuti. Va da se che se spendiamo 10 per fare pubblicità e guadagnamo da tale pubblicità 6 il ROI è -4 quindi abbiamo rimesso.

Dopo questo breve escursus torniamo sull’argomento. Mi sono quindi reso conto che portavo si molti click ma che alla fine avevo un ROI sempre negativo. Mi sono messo quindi a studiare un pò di Adwords tramite varie ricerche fatte con Google. Ho cominciato a targhettizzare sempre di più le mie campagne e ne ho tratto un vantaggio fondamentale. Avevo sempre più o meno lo stesso numero di iscrizioni anche se i click erano notevolmente meno e sopratutto spendevo un decimo rispetto a prima (15 € in due mesi).

Ecco perchè io mi sono volto alla scuola di pensiero delle “Campagne super-targhettizzate”. Lo so che è bello poter dire: “Ogni giorno grazie alla mia campagna Adwords ricevo migliaia di click”. Ma non ti sembra meglio poter dire: “Ogni giorno con pochi spiccioli riesco a vedere crescere la mia attività!”.

In definitiva qual’è il mio consiglio? Se proponi una lavoro da casa nel campo della rivendita domini, per esempio GDI, scegli parole chiave adatte alla situazione. Non inserire fra le parole chiave lavoro o lavoro da casa. Perchè? Primo perchè c’è una smodata concorrenza tra inserzionisti che porta il costo per click a prezzi altissimi. http://www.gototarget.info/Target-low.jpgSecondo perchè vai troppo sul generico, chi cerca “lavoro” non è detto che cerchi un “lavoro da casa nei domini”, quindi perderai soldi con click di persone che non sono interessate a ciò che offri ma che magari cliccano solo per curiosità. Scegli piuttosto parole che ti permettano di “scegliere il cliente”. Scegliere il cliente? Si, puoi scegliere il cliente se inserisci delle parole chiave molto targhettizzate. Vedrai meno click ma la tua ROI crescerà. Facciamo l’esempio di parole chiave super-targhettizzate per il DHS Club. Alcune potrebbero essere: vendita online, telelavoro di vendita, formazione online telelavoro, lavoro da casa nella vendita, ecc ecc. Una frase è meno cercata di una parola ma ti da la possibilità di selezionare i click.

Alla fine io ho scelto di targhettizzare le mie campagne e tu?

Salutoni bella gente.


Ott 21

Anche oggi una discussione che può sembrare puramente empirica ma che se vista con il giusto occhio può far capire molte cose.

In questo articolo prenderò in esame il binomio Prodotto e Progetto. Vediamo innanzitutto cosa intendo per questi termini.

Per “Prodotto” intendo l’oggetto o il servizio in se che scegliamo di vendere e/o promuovere online.

Per “Progetto” intendo il gruppo di lavoro e le modalità con le quali tale prodotto verrà lanciato, promosso e venduto.

Vedremo quindi quale di queste due cose secondo il mio parere vale di più.

Sicuramente aver un buon prodotto aiuta nelle fasi di vendita e nelle fasi di lancio. Un prodotto che ha un costo troppo alto, oppure facilmente reperibile off line, o ancora con spese di spedizione troppo alte, tempi di spedizione troppo lunghi, non avrà un grande mercato.

Al contrario un prodotto con basse spese di spedizione, difficilmente reperibile off line, di qualità, conosciuto e magari con un prezzo di acquisto basso, sicuramente ci garantirà maggiori possibilità in fase di lancio e di vendita.

Resta comunque bene inteso che senza una buona struttura che ci possa guidare nelle prime fasi dall’apprendimento fino alla vendita, sicuramente incontreremo maggiori difficoltà. Ecco che quindi si profila l’importanza del “Progetto”. Naturalmente qui dobbiamo fare una distinzione: da una parte troviamo i marketers esperti che anche senza l’appoggio di un gruppo di lavoro possono comunque lanciare con successo determinate campagne pubblicitariee quindi vendere con successo i vari prodotti; dall’altra parte troviamo invece un vasto bacino di utenza di persone che magari sono alla prima esperienza e che quindi non sanno da dove cominciare.

In questo caso l’importanza del “Progetto” è fondamentale. Questo perché un buon progetto e quindi un buon gruppo di persone che si aiutano e sopportano costantemente dalla fase di registrazione alla fase di apprendimento sino alla fase di vendita, sicuramente da un valore enorme aggiunto al prodotto stesso.

Come sempre consiglio di affiliarsi ad una società di network marketing. Questo perché tendenzialmente queste società come anche naturalmente quelle del multi level marketing predispongono una formazione per l’utente e per il nuovo iscritto che va ben oltre il semplice lancio del prodotto. Stiamo parlando di una vera e propria scuola di formazione on-line. Naturalmente non tutti fanno così, la maggior parte delle società o dei cosiddetti sistemi tendono semplicemente a tirar dentro nuovi affiliati.

Quindi scegli accuratamente prima di aderire. Questo perché una buona formazione può fare la differenza fra il successo e la sconfitta.

Prendiamo in esame quella fascia di popolazione di cui parlavo poc’anzi e che quindi non ha grandi conoscenze di marketing on-line e di conseguenza su come promuovere, lanciare e vendere un prodotto.

Per queste persone possiamo fare l’esempio utilizzando una tabella con due valori. Da una parte abbiamo il prodotto che può avere un valore da uno a cinque, dall’altra abbiamo il progetto anche esso che può avere un valore da uno a cinque. Più la somma di questi due valori si avvicina a 10 più garanzie possiamo avere di ottenere il successo.

Facciamo un esempio pratico.

Se cerco un prodotto di scarsa qualità e con i problemi di cui abbiamo parlato nella parte alta dell’articolo, avrà un valore che va da zero a due. In questo caso potremmo avere anche un progetto, quindi un gruppo di lavoro, di grande valore anche cinque ma il totale darà pur sempre sette. Quindi come vedi avremo una possibilità di successo sufficiente ma non ottima. Possiamo anche avere un prodotto che abbia tutte le potenzialità i lati positivi che abbiamo accennato sempre nella parte alta dell’articolo e quindi un valore cinque, ma se il progetto è mal sviluppato e il gruppo di lavoro non supporta le proprie downline avremo un valore da zero a uno. Ecco che il risultato sarà al massimo sei. Di conseguenza le nostre probabilità di successo saranno relativamente basse. Prendi invece un buon prodotto, che quindi ha tutte le potenzialità illustrate sopra, supportato da un buon progetto, quindi da un buon gruppo che sa aiutare e insegnare ai propri scritti. Avremo quindi un valore da quattro a cinque per quanto riguarda il prodotto è un valore da quattro a cinque per quanto riguarda il progetto. Nel peggiore dei casi abbiamo un risultato equivalente ad otto, mentre nel migliore dei casi equivalente a 10. Va da sé che le possibilità di avere successo saranno sicuramente maggiori.

Quindi a conclusione di questo mio articolo è più importante il “Prodotto” o il “Progetto”?

A mio parere è importantissima ognuna di queste due cose. A livello italiano purtroppo nonostante arrivino ottimi prodotti le capacità di gruppi e quindi della parte progettuale scarseggia. Quindi scegli con molta attenzione il prodotto o l’affiliazione da seguire e scegli in base al progetto oltre che al prodotto stesso in modo che le tue possibilità di successo aumentino.

Salutoni bella gente.


Ott 17

Il titolo di questo articolo potrebbe mettere in allarme e disorientare molte persone. Adesso vi spiego la differenza fra:

  • lavorare per i soldi

  • lavorare per la ricchezza.

Premetto che ho imparato questa cosa da un libro di “kiyosaki”, noto marketer americano. Resta comunque il fatto che dopo questo articolo aprirai gli occhi dicendo “cavolo è vero!!!”.

Ok adesso vediamo cosa significa “lavorare per i soldi”

http://www.unionestilisti.it/Pagine/Home_ita_files/Men_at_work.pngLavorare per i soldi è il modo classico di lavorare. La maggior parte delle persone del pianeta lavora così. Ci si sveglia la mattina, ci si reca al posto di lavoro, si fanno le nostre ore e a fine mese si riceve lo stipendio. Ma se decidessimo di smettere di lavorare? Sicuramente il mese dopo lo stipendio non arriverebbe più. Quindi saremmo al verde. Questo perchè siamo noi che stiamo lavorando per i soldi e non i soldi che stanno lavorando per noi.

I soldi che lavorano per noi? Eh si, lavorare per la ricchezza significa proprio questo. Far lavorare duramente i soldi al posto nostro.

Facciamo un esempio. Prendiamo in esame un lavoro di MLM ( Multi Level Marketing ). Se creiamo una buona struttura che lavora nel modo giusto e quindi vende o promuove i prodotti del MLM che stiamo seguendo, abbiamo creato degli attivi. Che significa “attivi”? Sono le provvigioni che provengono da un investimento se vogliamo semplificare al massimo. Il nostro investimento è stato creare e formare abili venditori nella nostra downline.

Il nostro tempo si è quindi trasformato in attivi. Se vi fermate per un mese in una attività di MLM ben avviata vedrete che le vostre entrate continuano a salire invece di scendere. Questo perchè i soldi e il tempo che hai investito per formare la tua downline, stanno lavorando duro per te.

http://blog.catroma.info/images/scuola.gifMoltissime persone sono cresciute con l’idea fissa di lavorare per i soldi. Questa idea è stata inculcata nella testa anche a noi sin da quando abbiamo messo piede a scuola. Vi ricordate i professori che dicevano:”se non prendi bei voti non potrai trovare un lavoro stabile”. Ma il vero guadagno, quello che ci permette l’indipendenza economica sta nel creare Ricchezza e non stipendi.

Il consiglio è quello di seguire una società di MLM seria e con una buona formazione per gli iscritti. Comincia a creare Ricchezza part-time mantenendo il tuo posto di lavoro e ragiona tenendo bene a mente che stai lavorando per la Ricchezza non per i soldi.

Ti consiglio una società di MLM perchè le persone che ne fanno parte ragionano così e ti aiutano a cominciare il tuo viaggio stimolandoti, appoggiandoti e insegnandoti a creare ricchezza.

Salutoni bella gente.


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